LA TAVOLA COME ATLANTE DEL MONDO di Marika Lion Giornalista – Curatrice culturale e Fondatrice del Manifesto RE-Umanesimo

C’è un modo di apparecchiare la tavola che non ha nulla a che vedere con la semplice decorazione.
È un gesto culturale, quasi una forma di racconto. La mise en place diventa così un piccolo atlante nel quale convivono memorie, viaggi, artigianati, colori e linguaggi provenienti da mondi differenti.
Nelle immagini, la tavola non appare costruita secondo un'idea di uniformità, ma come un luogo di contaminazione, dove culture diverse si incontrano senza perdere la propria identità.
Il primo elemento che colpisce è il colore. Il verde, nelle sue molteplici gradazioni, dialoga con il blu, il giallo, il viola, il rosso terracotta. Sono cromie mediterranee, ma anche colori che evocano l'Oriente, le maioliche, i tessuti africani, le ceramiche dell’area mediterranea e le suggestioni coloniali reinterpretate attraverso un gusto contemporaneo.
Le tovaglie e i runner, con i loro motivi geometrici, sembrano appartenere a un universo tessile internazionale: arabeschi, intrecci, forme modulari e disegni ornamentali si sovrappongono alla matericità del legno e alla naturalezza del vimini.
Ma è soprattutto negli oggetti che questa geografia immaginaria prende forma. Piatti, bicchieri, ciotole, posate, vasi e piccoli elementi decorativi non sembrano appartenere a una sola tradizione.
Ognuno porta con sé una traccia: la memoria di un luogo, di una tecnica, di una mano artigiana, di una civiltà che ha trasformato la materia in linguaggio.
La ceramica richiama la terra e il fuoco; il vetro introduce trasparenza e luce; il metallo restituisce una dimensione più preziosa e rituale; il legno conserva invece il carattere caldo e imperfetto della natura.
La tavola diventa così un territorio di scambio. Non una composizione statica, ma un paesaggio in cui gli elementi possono dialogare, contrastarsi, sorprendere.
Un piatto antico può convivere con un bicchiere contemporaneo; una ceramica dalle forme primitive può essere accostata a un oggetto di design; un tessuto dal sapore esotico può incontrare una posateria essenziale. È proprio questa apparente libertà a costruire una nuova armonia.
In questo senso, la mise en place racconta anche il nostro tempo. Le diverse culture non sono più compartimenti separati, ma continuamente attraversate da scambi, migrazioni, viaggi, influenze e reinterpretazioni.
La tavola ne diventa una rappresentazione concreta: un luogo domestico e insieme universale, nel quale il mondo entra attraverso gli oggetti.
Non si tratta però di costruire una tavola “etnica” o di assemblare elementi esotici secondo un gusto decorativo.
Il valore sta nella relazione. Ogni elemento conserva la propria origine, ma acquista un significato nuovo quando entra in rapporto con gli altri.
È una forma di contaminazione consapevole, nella quale la differenza non viene cancellata, bensì valorizzata.
Anche la natura partecipa a questo racconto. Foglie, rami, fiori, frutti e materiali vegetali interrompono la geometria degli oggetti e introducono una dimensione organica. Il verde non è soltanto un colore, ma diventa una sorta di filo conduttore: connette la tavola al paesaggio, alla terra, alla memoria agricola e al ritmo delle stagioni. La natura, come le culture, non è uniforme: è fatta di variazioni, contrasti, stratificazioni.
E c'è infine un elemento immateriale, forse il più importante: il tempo. Una tavola così costruita sembra contenere epoche diverse. Vi sono oggetti che rimandano alla tradizione e altri che appartengono alla contemporaneità; forme arcaiche accanto a geometrie moderne; lavorazioni manuali accanto a produzioni più sofisticate.
È come se la mise en place potesse mettere in comunicazione passato e presente attraverso un linguaggio immediatamente comprensibile: quello della bellezza.
È un atlante
L’atlante che queste mise en place costruiscono non ha confini geografici precisi emotivo, fatto di colori, materiali, gesti e contaminazioni.
Un atlante nel quale si può dialogare con il Mediterraneo, l'Oriente con l'Occidente, l'artigianato con il design, la memoria con la contemporaneità.
La vera eleganza, in questa prospettiva, non nasce dalla perfezione della composizione, ma dalla capacità di dare a ogni elemento un posto e un significato.
Un mondo a tavola
Tutti i sassi utilizzati nelle mise en place provengono dal Madagascar.








Mise en place ispirata all’Africa
Sasso proveniente dal Madagascar.
Posate in avorio vegetale scolpite e dipinte a mano. Boîte ricavata da foglie e fusto di bambù, proveniente dal Kenya. Tazzine in ceramica fatte a mano da un’artista locale e piatto ovale in legno proveniente dalla Tanzania.
Dodecaedro di Leonardo da Vinci realizzato durante un workshop al Museo Poldi Pezzoli di Milano. Tovaglioli in cotone ricamati a mano da donne del Madagascar a Nosy Bé.
Tessuto in cotone 100% della collezione Oriental Ramage di Rossella Rossi, nei colori gold e arancio.




Diversity Tableware in blu e bianco
Diversity Tableware: set in porcellana tedesca (Weissestal) abbinato al piatto della collezione Koi Légendaire. Piattino rettangolare bianco e blu di Oliver Bonas. Bicchieri in cristallo molati a mano di Carl Rotter (Germania).
Scultura in Coral Bamboo proveniente da Hong Kong. Boîte in ceramica dipinta a mano di fine Ottocento, proveniente da Kyoto. Posate originali inglesi in argento di fine Ottocento.
Capitello in legno scolpito da un falegname in Brianza. Cache-pot francese in zinco anticato e Begonia corallina in fiore.
Tessuto in cotone 100% della collezione Octagonal Gallery di Rossella Rossi, nei colori smeraldo, rosso e giallo.




Mise en place in giallo e verde
Boîte in ceramica dipinta a mano di fine Ottocento, acquistata a Osaka. Bicchiere di IVV. Sottopiatto giallo in porcellana con grafica di Xavier Mariscal per Vinçon, a Barcellona.
Piatto in ceramica di Rose & Tulipani e bowl con fiorellini di “Terre é Provence”, acquistata a Cannes. Posate originali in argento di fine Ottocento. Sasso proveniente dal Madagascar.
Tessuto in cotone 100% della collezione Oriental Ramage di Rossella Rossi, nei colori gold e arancio.




Tamaya fiorita come centrotavola
La Tamaya (Begonia corallina) fiorita è collocata come centrotavola in un cache-pot francese in zinco anticato, su un tavolino indonesiano di fine Ottocento.




Mise en place dedicata al foliage in verde
Sasso proveniente dal Madagascar.
Mise en place con piatti disegnati dal flower designer francese Christian Tortu per Costa Nova Porcelanas (Portogallo).
Tessuto in cotone 100% della collezione Oriental Ramage di Rossella Rossi, nei colori acid green e fucsia.




Mise en place in turchese
Sottopiatto di Xavier Mariscal per Vinçon, a Barcellona, e piatto rotondo in cristallina turchese del flower designer Christian Tortu per Costa Nova Porcelanas (Portogallo).
Cilindro in ceramica turchese fatto a mano dal laboratorio veneziano Fustat. Piattino rettangolare in cristallina turchese acquistato a Kyoto. Posate originali inglesi in argento di fine Ottocento. Sasso proveniente dal Madagascar.
Tessuto in cotone 100% della collezione Madama Butterfly di Rossella Rossi, nei colori turchese e fucsia scuro.




Mise en place: Vallauris
Sottopiatto ottagonale dipinto a mano di “La Roue Vallauris” e piatto da frutta della linea “Koi Légendaire” di Rossella Rossi per MiPali.
Tessuto in cotone 100% della collezione Madama Butterfly di Rossella Rossi, nei colori giallo e blu.




Mise en place in giallo e verde acqua
Piatto carré fatto a mano e dipinto con tecnica a engobbio di “Terre é Provence”. Bowl e mini ciotola artigianali in ceramica di “Vietri Ceramiche”. Set di piattini a foglia in cristallina verde del flower designer francese Christian Tortu per Costa Nova Porcelanas (Portogallo).
Posate originali inglesi in argento di fine Ottocento. Bicchiere di Conran Shop, a Londra, e calice di Zara Home.
Tessuto in cotone 100% della collezione Madama Butterfly di Rossella Rossi, nei colori verde acqua e giallo limone.




Mise en place in viola e turchese
Sottopiatto color lavanda di Vietri, piatto piano viola della collezione “Concerto Malva” di Rose & Tulipani e bowl riccio della collezione “Sea Creatures” di Costa Nova Porcelanas.
Calice di IVV e bicchiere in cristallo molato a mano di Carl Rotter (Germania). Posate in argento. Sasso proveniente dal Madagascar.
Tessuto in cotone 100% della collezione Madama Butterfly di Rossella Rossi, nei colori turchese scuro e fucsia intenso.






