
Pescatore di aragoste a Barbuda
THE CARIBBEAN COLLIERS seguono lo spirito libero dei bracelets in un mondo fluido genderless e seasonless e sono sempre ispirati dall’incontro con il meraviglioso pescatore di aragoste di Barbuda che, oltre ai braccialetti, aveva al collo delle catene di metallo che gli davano un’allure molto fashion.
I CARIBBEAN COLLIERS sono un inno alla libertà di genere, cultura e occasione d’uso,
rompono gli schemi per vivere in contesti liberi dove ognuno ha il diritto di essere sè stesso
senza il timore di essere giudicato.
Ogni collier è un pezzo unico con una catena in rame trattato con un’elegante finitura anticata opaca (il metallo è nickel free e anallergico).
Una pietra semipreziosa naturale, ogni volta diversa, la caratterizza e la rende unica.
Ci sono due posizioni d’uso: uno con la pietra in basso oppure a lato a seconda del proprio stile o outfit.
Chi indossa un CARIBBEAN COLLIER ha un’allure libera da ogni convenzione e dichiara la propria indole di spirito libero in qualunque posto e occasione.
THE CARIBBEAN COLLIERS possono essere indossati con assoluta non chalance da una donna o da un uomo in vacanza a Barbados o in un ufficio a Milano, come possono essere indossati dal pescatore a Barbuda o da uno skipper ad Antigua, è un vero proprio viaggio visionario per chi non ha confini mentali.
THE CARIBBEAN COLLIERS sono e diventano portatori di un immaginario collettivo, di uno stile di vita che non ha bisogno di ostentare nulla perché l’importante è essere sè stessi sempre.



THE LUXURY OF THE HUMILITY
Volevo creare una linea di gioielli senza l’uso di un metallo prezioso luccicante e appariscente e così ho cominciato a fare una lunga ricerca storica per avere un’ispirazione che non fosse banale e scontata e sono finita così nel Medioevo dove ho scoperto che i gioielli dei ceti meno nobili erano di metallo, di solito in rame o peltro, accoppiato però ai vetri colorati a imitazione delle gemme preziose.
Da qui l’illuminazione: usare un metallo in rame cercando di trattarlo con una procedura particolare per avere una finitura anticata opaca accoppiandolo però a pietre vere naturali semipreziose.
Per rendere però ogni pezzo unico ho usato pietre tagliate a mano per far “sentire” la presenza dell’artigiano e per allontanarmi dalla serialità industriale che spersonalizza il gioiello rendendolo comune.
Il concetto che volevo esprimere sta dietro a quello che chiamo “the Luxury of the Humility”.
Io credo fermamente che il vero lusso non è apparire e farsi vedere a tutti costi, ma essere eleganti con gusto per qualcosa di unico, di diverso e chic.
Mi piace poi l’idea che ci sia una sola donna o uomo ad avere un mio gioiello esclusivo ed unico, fatto solo per una sola persona unica per personalità e stile perchè così sono i miei gioielli.
Da qui l’idea che ho messo sempre più a punto negli anni: usare una lega di rame che viene anticato con una lunga procedura che elenco per far capire la complessità del procedimento:
Questi i passaggi: sgrassatura, acidatura, cementazione, alcalinizzazione, ossidatura, sfumatura e infine zaponatura che è un trattamento anticorrosione e antiossidazione per proteggere e rendere stabile il metallo che non lascia così nessun residuo.
Con questo complesso trattamento Il metallo viene scurito e reso opaco togliendogli tutto l’effetto luccicante iniziale.
A seconda della superficie se liscia, zigrinata o ruvida, il metallo reagisce in modo differente con colorazioni particolari che non si possono stabilire dall’inizio.
Si passa dal rame anticato molto scuro al rame che tende ad un rosa intenso e scuro assolutamente elegante, direi unicamente chic.


